Immagine2.png (5)

Training Virtuali e V.A.N.S. Intervista al nostro CEO

Pubblicato: set 14 , 2020
Autore: Riccardo Cozzi

Buongiorno dottor Beretta, la prima domanda che mi viene in mente è quanto lockdown e coronavirus abbiano influenzato le strutture dei programmi di formazione di cui vi occupate.

Certamente con l'arrivo del coronavirus abbiamo dovuto modificare radicalmente la nostra mentalità e non la nostra infrastruttura perché grazie agli investimenti che una multinazionale globale come Scotwork fa nella propria infrastruttura eravamo pronti. Già da due anni erogavamo, per selezionati clienti, soluzioni di training virtuale interattivo che replicavano le situazioni della vita reale attraverso un’integrazione dei sistemi di videoconferenza e della nostra piattaforma proprietaria che ci consente di rendere la simulazione a tutti gli effetti una situazione di negoziazione reale.

Dal punto di vista della struttura dell’erogazione è chiaro che esistono profonde differenze: ad esempio i nostri training in presenza riescono a mantenere di più l'attenzione dei partecipanti per 10 ore consecutive perché abbiamo accuratamente studiato il livello di attenzione e siamo in grado di distribuire in modo ottimale l'attività frontale rispetto all'attività di azione individuale. Questo stesso tipo di intensità può essere replicata in modo altrettanto efficace in un corso virtuale con un numero di ore giornaliere inferiore perché intervengono fattori differenziali quali, ad esempio, l’affaticamento visivo, la postura e le necessità fisiologiche.

Dal punto di vista della relazione umana pensa che il training virtuale presenti delle sostanziali differenze?

Beh, certamente c'è una differenza dal punto di vista di chi eroga, perché i nostri consulenti sono abituati ad interagire all'interno di un’aula reale e quindi ad utilizzare tutti gli aspetti di comunicazione verbale e non verbale in modo da influire ottimamente sul processo di apprendimento. Proprio per questo abbiamo sviluppato un  training per i nostri trainer/consulenti che vengono autorizzati a erogare corsi virtuali solo dopo aver passato l'esame di certificazione. Infatti, le skills necessarie nell’erogazione di un corso virtuale sono la capacità di integrare la comunicazione verbale e para verbale del proprio viso e della propria voce con la tecnologia soggiacente in modo da creare un flusso omogeneo di interazione con i partecipanti.

Ci sono differenze anche per i discenti, ad esempio, un elemento importante riguarda il gender bias. Gli esseri umani di genere femminile e quelli di genere maschile hanno modalità differenti di interpretare, anzi, direi danno un peso differente alle informazioni che ricevono attraverso la mimica facciale ed il tono della voce. Abbiamo verificato che questi fattori vengono amplificati in un training virtuale e quindi anche la costituzione dei team negoziali in fase iniziale è un elemento da prendere in considerazione quando si prepara la sequenza delle attività.

Da quanto mi ha detto una domanda mi viene spontanea: meglio training virtuale o training in presenza?

Il training virtuale, quando  progettato opportunamente e sostenuto da un'adeguata tecnologia, permette una reale integrazione di formazione e training on the job riducendo le diseconomie associate all’assenza del personale in attività e riducendo in modo sostanziale il livello di stress dei partecipanti. Ulteriore vantaggio del training virtuale è di tipo economico, che si realizza nel risparmio di costi per l’allocazione delle strutture di erogazione e per i viaggi dei partecipanti.

Esiste un forte bias nei confronti dei training in presenza legato a decenni di abitudini e che genera vincoli di coerenza con quanto è stato fatto in passato. È un po’ quello che succede con il concetto di smart working: l'associazione culturale prevalente, infatti, collega lo smart working a una sensazione di minore efficienza. In realtà, quando questo è stato pianificato in anticipo, e quindi quando il lavoratore ha una struttura adeguata all'interno della propria abitazione dove svolge la sua attività lavorativa, l'efficienza cresce in modo esponenziale. Già vent'anni fa in un'azienda di telecomunicazioni globale come Cable & Wireless avevamo dei dipendenti in Italia che erano stati assunti con contratto di smart working / home working soprattutto nelle funzioni tecniche di Operation e di Acquisti. Il loro livello di efficienza era superiore alla media dei colleghi presenti in altre località e operanti in sede.   

L'evidenza indica quindi che il training virtuale ha delle caratteristiche economico finanziarie e di efficacia nettamente superiori al training in presenza. Questo fattore è ancor più elevato quando parliamo di training altamente professionalizzati in cui il rapporto tra numero di partecipanti e trainer è al di sotto del valore di  10:1.


CONDIVIDI

Chi è l'autore:

Riccardo Cozzi
Riccardo Cozzi è laureato in Ingegneria gestionale ed ha operato nel corso di 20 anni sia come imprenditore che come marketing manager per un selezionato numero di brand tra cui Black & Decker. Dal 2012 opera come Communication e Operation manager presso Scotwork Italia

Leggi il post Riccardo Cozzi

Altri post di Riccardo Cozzi

Ultimi post:

Training Virtuali e V.A.N.S. Intervista al nostro CEO

Intervista a Stefano Beretta , CEO di Scotwork Italia, sulle potenzialità dei training virtuali e dei training in presenza. L'esperienza decennale di Stefano che unisce la gestione aziendale all'erogazione di non meno di diverse decine di settimane all'anno di consulenza e formazione, sono un'opportunità per avere i fatti e le opinioni di un esperto.

Ultimi tweet:

Società licenziataria: Scotwork Italia s.r.l.
Via Tiziano, 32
Milano
20145
Italia
+39 02 87168862
info@scotworkitalia.com
Seguici
award 1.jpg
award 2.jpg
Scotwork CPD 2020