L'orologio svizzero si sta rompendo?

Pubblicato: feb 18 , 2014
Autore: Stefano Beretta

L'economia svizzera è in forte espansione in questo momento e la disoccupazione è bassa, ma molti svizzeri si preoccupano di quello che vedono come un problema incombente, vale a dire, l'immigrazione.

Lo scorso anno 80.000 nuovi immigrati sono arrivati in Svizzera, un Paese con una popolazione complessiva relativamente piccola - circa 5 milioni - e gli stranieri ora costituiscono il 23 % degli abitanti. E’ la seconda più alta popolazione straniera del continente dopo il Lussemburgo, dove il 42% sono immigrati.

La scorsa settimana gli svizzeri hanno votato per riportare severe quote di ingresso per l'immigrazione dai Paesi dell'Unione Europea. Il risultato è stato che il 50,3% ha votato a favore dell’imposizione dei limiti. La votazione invalida l'accordo Svizzera-UE sulla libera circolazione, una delle quattro "libertà" fondamentali che includono la circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e naturalmente delle persone. Naturalmente gli altri tre piacciono agli svizzeri.

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che il voto avrebbe causato "una serie di difficoltà per la Svizzera", mentre il ministro degli Esteri francesi Laurent Fabius ha detto che "farà male alla Svizzera chiudersi in se stessa".

Fieramente indipendente, la Svizzera non è un membro dell'Unione Europea, ma ha adottato ampi settori della politica dell'Unione Europea e dei benefici che ne derivano. Sembra però che non piaccia di doversi conformare quando non gradiscono i costi di questi benefici.

Viviane Reading, Vice Cancelliere dell'Unione Europea (e lei stessa residente del Lussemburgo) sembrava decisamente fredda con gli Svizzeri e con molti altri europei che si sentono allo stesso modo. Ha detto che se si vuole il bene si deve accettare anche le cose che potrebbero non piacere così tanto. Hai avuto il formaggio intero e non quello con i buchi, ha suggerito.

Per me gli svizzeri possono fare del loro Paese quello che vogliono. Se non vogliono che i concittadini europei si trasferiscano in Svizzera, dovrebbero avere il diritto di limitare il numero degli immigrati che entrano nel loro Paese. Tuttavia, questa scelta dovrebbe avere conseguenze. Gli svizzeri non dovrebbero essere in grado di avere entrambe le cose. Se non accettano le condizioni non possono beneficiare del grande mercato unico con la libertà di merci, capitali e servizi.

Se vogliono veramente limitare in modo unilaterale il numero di immigrati che accetteranno, potrebbero pensare concessioni da fare in altre aree perchè questa mossa sia più appetibile per il resto d'Europa. Il cioccolato gratis avrebbe funzionato per me!

Molte volte nelle nostre trattative ci impongono condizioni alla nostra accettazione di termini. “Certo che pulirò la mia stanza papà, se mi dai un passaggio in città”. ”Certamente la quantità aumenterà se mi date quel prezzo migliore”. Il problema è che la controparte accetta la parte migliore e in qualche modo ignora le condizioni relative.

Se gli si lascia prendere quella, certamente lo farà.

Alan Smith, Stefano Beretta


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Chi è l'autore:

Stefano Beretta
Sono Presidente e Managing Partner di Scotwork Italia dal 2011. Ho dedicato gli ultimi dodici anni nel settore TLC come Sales Manager Internazionale. Durante questo periodo ho negoziato diversi accordi strategici per conto di Cable & Wireless Communications, tra cui anche la vendita di tutto il business Corporate Europeo.

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