L'informatore

Pubblicato: ago 19 , 2013
Autore: Stefano Beretta

L'aeroporto Sheremetyevo di Mosca ha ospitato per tutto il mese passato una pedina nel gioco della diplomazia internazionale, un certo Edward Snowden. Snowden è un "informatore" che, a seconda dei punti di vista, ha coraggiosamente difeso i diritti degli oppressi di tutto il mondo, o d'altra parte ha commesso un reato di tradimento così atroce da essere punito con un lungo soggiorno dietro le sbarre - tanto lungo che le chiavi possono benissimo essere buttate.

In breve, mentre era impiegato come analista delle infrastrutture IT alla National Security Agency (NSA), come fornitore Booz Allen Hamilton, ha svelato dettagli di sorveglianza di internet e delle conversazioni telefoniche dei servizi segreti americani e britannici. Capendo che sarebbe stato scoperto, è volato dagli USA inizialmente ad Hong Kong che poi ha lasciato, volando a Mosca, da dove ha chiesto asilo politico ad un certo numero di Paesi. Gli Stati disposti ad offrire asilo erano pochi e lontani tra loro, ma proprio quando le sue opzioni sembravano esaurirsi, Vladimir Putin ha offerto un temporaneo anno di asilo in Russia. Lì, in un luogo sconosciuto, Snowden vive e presumibilmente trama le sue prossime mosse.

E' ben noto che Snowden è percepito dall'elite politica americana come il nemico pubblico numero uno. Secondo loro ha fatto l'impensabile. Gli americani non desiderano altro che averlo di nuovo negli Stati Uniti per processarlo. E' anche noto che i presidenti Putin e Obama non sono necessariamente i migliori amici, così quando Snowden è atterrato in transito sul suolo russo, deve essere sembrato come manna dal cielo per Putin. Tenerlo nel limbo per un mese ha solo alimentato le fiamme, i due presidenti hanno parlato della situazione per circa tre settimane ma i colloqui non hanno portato a nulla. Dopo aver esasperato gli americani durante il soggiorno aeroportuale forzato, Putin ha poi girato il coltello nella piaga.

Allora perché Putin ha fatto questa offerta a Snowden? Perché lo ha fatto dopo un mese di Snowden nel limbo dell'aeroporto di Mosca? Mi chiedo se ha qualcosa a che fare con la creazione di un fattore irritante, che può aiutare nei negoziati futuri. Mi chiedo se la mossa è stata progettata per distogliere l'attenzione da qualche altra questione sulla quale la Russia si sente esposta. Forse, tutto ciò che sta cercando di fare è creare una merce di scambio da utilizzare nei negoziati successivi.

In generale, i fattori irritanti possono essere usati per creare un elemento di contrattazione. Non costa molto alla Russia dare asilo a Snowden, ma vale molto di più per gli americani che lui sia estradato. Se vale veramente molto, gli americani potrebbero essere disposti a concedere molto - se non finanziariamente magari forse su altre questioni.

Ma attenzione! Se diventano troppo irritati e si sopravvaluta, allora essi possono, a loro volta, aumentare la posta in gioco e ritirare le concessioni che sono già stati fatte. La reazione può supera di gran lunga i benefici e non c'è dubbio che troppa irritazione possa danneggiare le relazioni di lungo termine.

Aggiornamento

Dopo che ho scritto questo post, ho letto che il presidente Obama ha cancellato un incontro al vertice programmato con il presidente Putin, dopo la conferenza del G20 a San Pietroburgo, adducendo come causa tra le altre, la situazione Snowden e accusando la Russia di una "mentalità da guerra fredda".

La risposta russa è ben riassunta dal nazionalista Vladimir Zhirinovsky deputato della Duma, forse il più critico tra i molti critici degli Stati Uniti in Parlamento, che ha detto che la decisione appare "mancanza di rispetto" nei confronti della Russia.

"Se decidete di rimandare o annullare completamente gli incontri tra capi di stato, con il pretesto del rifiuto di consegnare una persona, allora le relazioni tra i Paesi si azzereranno rapidamente.", ha detto Zhirinovsky.

L'ironia, forse, in tutto questo è che Snowden stava cercando di promuovere il rilascio e la condivisione di informazioni, invece, sembra, anche se solo temporaneamente, di aver portato le comunicazioni tra l'élite politica della Russia e degli Stati Uniti ad una fermata da brivido!  

Robin Copland, Stefano Beretta


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Chi è l'autore:

Stefano Beretta
Sono Presidente e Managing Partner di Scotwork Italia dal 2011. Ho dedicato gli ultimi dodici anni nel settore TLC come Sales Manager Internazionale. Durante questo periodo ho negoziato diversi accordi strategici per conto di Cable & Wireless Communications, tra cui anche la vendita di tutto il business Corporate Europeo.

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