Una guida per il Nuovo Anno

Pubblicato: dic 31 , 2012
Autore: Stephen White

Le persone insensibili hanno la reputazione di essere aggressive, nella negoziazione, come in tutto quello che fanno. Non sono più insensibili dei tassisti di New York. In un clima natalizio di collaborazione e di buona volontà, riportiamo questa storia che circola da qualche tempo.

Ecco la storia di un tassista di New York.

Sono arrivato all'indirizzo e ho suonato il clacson. Dopo aver atteso qualche minuto, ho suonato di nuovo. Dal momento che questo sarebbe stata la mia ultima corsa del mio turno stavo quasi pensando di andarmene, ma invece ho parcheggiato, mi sono avvicinato alla porta e ho bussato. 'Un momento', ha risposto una debole voce di una donna anziana. Ho sentito qualcosa che veniva trascinata sul pavimento.

Dopo una lunga pausa, la porta si è aperta. Una piccola donna di novant'anni era in piedi davanti a me. Indossava un vestito stampato ed un cappello con un velo appuntato su di esso, come qualcuno uscito da un film degli anni quaranta.

Al suo fianco aveva una piccola valigia in tessuto sintetico. L'appartamento sembrava come se nessuno aveva vissuto lì da anni. Tutti i mobili erano coperti di fogli. Non c'erano orologi alle pareti, senza soprammobili o utensili di cucina sui mobili di arredamento. In un angolo c'era una scatola di cartone piena di foto e oggetti di vetro.

'Potrebbe portare la mia borsa in macchina?' ha detto. Ho portato la valigia al taxi, poi sono ritornato per aiutare la donna.

Mi ha preso per un braccio e ci siamo incamminati lentamente verso il marciapiede.

Continuava a ringraziarmi per la mia gentilezza. 'Non è niente', le ho detto. 'Cerco solo di trattare i miei passeggeri nello stesso modo in cui vorrei fosse trattata mia madre.'

'Oh, sei un bravo ragazzo', ha detto. Quando siamo arrivati al taxi, mi ha dato un indirizzo e poi mi ha chiesto: 'Potrebbe guidare attraversando il centro?'

'Non è la via più breve.' ho risposto in fretta.

'Oh, non mi dispiace.' ha detto. 'Io non ho fretta. Sono diretta ad un ospizio.'

Ho guardato nel retrovisore. I suoi occhi brillavano. 'Non ho più una famiglia,' ha continuato a bassa voce. 'Il medico dice che non ho molto tempo.' Ho allungato la mano e ho spento il tassametro.

'Che strada vuole fare?' ho chiesto.

Per le successive due ore, abbiamo guidato attraverso la città. Lei mi ha mostrato l'edificio dove un tempo aveva lavorato come addetta all'ascensore.

Abbiamo guidato attraverso il quartiere dove lei e suo marito avevano vissuto quando erano novelli sposi. Mi aveva portato davanti ad un deposito di mobili che un tempo era stata una sala da ballo dove era andata a ballare da ragazza.

A volte mi chiedeva di rallentare davanti ad un edificio particolare o un angolo di strade e si fermava a guardare nel buio, senza dire nulla.

Al primo accenno di sole all'orizzonte, improvvisamente mi ha detto: 'Io sono stanca. Andiamo ora'.

Ho guidato in silenzio verso l'indirizzo che mi aveva dato. Era una costruzione bassa, come una piccola casa di cura, con un vialetto che passava sotto un portico.

Due inservienti si sono avvicinati al taxi, non appena ci siamo fermati. Erano solleciti e concentrati, osservando ogni sua mossa.

Devono averla aspettata.

Ho aperto il bagagliaio e portato la piccola valigia vicino alla porta. La donna era già seduta su una sedia a rotelle.

'Quanto le devo?' Ha chiesto, aprendo la borsetta.

'Niente,' ho detto

'Devi guadagnarti da vivere', ha risposto.

'Ci sono altri passeggeri,' ho risposto.

Quasi senza pensarci, mi sono chinato e l'ho abbracciata. Mi ha stretto forte.

'Hai dato ad una vecchia un piccolo momento di gioia,' ha detto. 'Grazie.'

Mi ha stretto la mano, e poi è sparita nella fioca luce del mattino ... Dietro di me, una porta chiusa. Era il rumore della fine di una vita ...

Non ho più fatto salire passeggeri. Ho guidato senza meta perso nei miei pensieri. Per il resto della giornata, ho parlato a fatica. E se quella donna avesse trovato un tassista arrabbiato, o uno che era impaziente di finire il suo turno? E se avessi rifiutato di prendere la corsa, o avessi suonato una sola volta, e poi me ne fossi andato?

A sensazione, non credo di aver fatto nulla di più importante della mia vita. Siamo portati a pensare che le nostre vite ruotano attorno a grandi momenti.  Ma i grandi momenti spesso ci colgono in modo sorprendente ed inconsapevole in circostanze che altri possono considerare trascurabili.

Ci auguriamo che tutte le vostre negoziazioni nel 2013 siano improntate alla collaborazione e alla creatività.

Stephen White e il team di Scotwork Italia


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Chi è l'autore:

Stephen White
My background is sales and marketing. I read Law at University and worked for 2 major packaging companies for 13 years in sales and sales management. I joined John McMillan and Scotwork in 1984. For the next 25 years together with our colleagues we delivered training and consulting, built the global business and developed the Scotwork product portfolio.

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